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PITTURA DI MEMORIA

 

Seguo la pittura di Filippo Alto da una decina d’anni e apprezzo la lunga fedeltà e insieme la freschezza con cui egli elabora i temi del paesaggio pugliese, quell’asperità e dolcezza, la carnosità della vegetazione, l’abbacinìo della luce, certo colore dell’aria che egli rende con una tavolozza calda e amarognola, di sontuosità autunnale.

         L’essersi educato sulle linee portanti della neofigurazione trattiene Alto da qualunque indulgenza per il descrittivo ed evita a questa pittura di memoria di farsi rievocazione; le immagini si presentano anzi con perentorietà nel loro accostarsi come di fotogrammi sovrapposti, espediente compositivo che tra l’altro sottolinea la sottile qualità culturale del discorso.

         L’iterazione del tema, intensa risposta ad un nucleo ispirativo costante, gioca su numerose modulazioni e dunque, lungi dall’essere monotona, elabora un racconto continuo pieno di eventi espressivi.

         Nell’ultima produzione Alto ha inserito nella sua tematica esempli della grande e civile tradizione architettonica della Puglia, specie motivi barocchi, rendendo più densamente e direttamente riconoscibile la sua ispirazione, ma testimoniando nel medesimo tempo il nodo profondo che stringe, nelle culture di lunga nobiltà, natura e opere dell’uomo, e lo spontaneo mescolarsi e fondersi nel ricordo e nel sentimento della duplice fisionomia dei luoghi amati: dalla finestra sormontata da un timpano a riccioli emerge il ramo fronzuto a costituire unitario emblema di storia e di vita.     

 

  ROSSANA BOSSAGLIA

 

 

Presente dal cuore antico, 1991

 

 

Il cortile, 1991